E' NATA A FINE DI GIUGNO
di Romeo Sciommeri

Una volta Felipe dos Passos Nuevos mi disse che lui, d'estate, aveva la costante impressione che la temperatura dell'aria si fosse alzata rispetto all'inverno in cui aveva avuto dei geloni sotto la pianta dei piedi che l'avevano fatto soffrire un poco soprattutto quando li poggiava a terra, per cui era stato tutto l'inverno a fare esercizi di levitazione per evitare l'appoggio doloroso, e la sua andatura aveva preso una leggerezza di tocco che non era sfuggita agli abitanti del suo paesino che così l'avevan chiamato, Felipe dos Passos Nuevos, che seppure non avesse potuto evitare l'appoggio a terra, per cui non corse il rischio d'essere preso per un santo, tuttavia, tuttavia, qualcosa era avvenuto nella sua andatura, ed aveva sofferto molto di meno per i suoi geloni.
Ora che l'aria estiva gli dava quella sensazione d'essere più alta di quella invernale, meno fredda, addirittura calda - così diceva con prudenza perché non voleva essere preso per uno che sente pensa immagina e dice cose strane - pur essendo i geloni scomparsi durante la primavera, manteneva la sua andatura leggera: la cura di un male era diventata una sua qualità, una sua forma, di leggerezza nell'andare.

Ma nonostante la prudenza del suo dire quello che sentiva pensava immaginava donna Florinda dos Blogges qualche domanda aveva e fece chiedendo perché secondo lui l'aria estiva è più alta e ascoltò che è così perché l'aria calda tende ad andare verso l'alto, e lui aveva l'impressione che l'aria estiva fosse meno fredda di quella invernale, probabilmente più calda, così donna Florinda dos Blogges sentì immaginò pensò ma non disse che Felipe dos Passos Nuevos poteva sentire immaginare pensare e dire solo cose un poco simili all'aria dell'estate dopo quella sofferenza che aveva avuto con i geloni e quell'andatura che aveva messo a punto come cura, poiché sentì immaginò pensò e disse che l'aria dell'estate cura la terra dell'inverno passato e la prepara a sopportare l'inverno che tornerà, e la parola sopportare le fece pensare che la pazienza è la virtù dei forti mentre la pazzienza è il vizio dei pazzi.

Il 26 giugno voleva aggiungere qualcosa a quello che il giorno prima aveva detto a Felipe Dos Passos Nuevos, e si girò dalla parte di lui, ma poiché sapeva che il tempo passa non solo per il pensiero era sicura che lui lì non ci sarebbe più stato, che mentre lei si era girata ed era stata ferma per un giorno sul pensiero non detto che la pazienza è la virtù dei forti e la pazzienza è il vizio dei pazzi Felipe si fosse allontanato con quel suo passo leggero come non toccasse la terra, e invece lui stava lì, in attesa, come avesse saputo che donna Florinda dos Blogges non aveva finito di dirgli quello che aveva da dirgli. Donna Florinda lo amò con lo sguardo e con il respiro che le sembrò andare con una leggerezza ignota fino alle punte dei suoi capezzoli, lo amò e quello che stava per dire perse per un lungo momento importanza anche per Felipe, che pure si era fermato in attesa silenziosa per un lungo giorno.

Era il 27 giugno quando i suoni che viaggiavano dalla bocca umida di donna Florinda dos Blogges verso il corpo e le orecchie di Felipe dos Passos Nuevos portarono la domanda che andò oltre il corpo e le orecchie di Felipe e passò per il corpo e le orecchie di tutti quelli del paese come un soffio leggero di brezza profumata di donna e d'uomo che si guardano e si parlano che sembra di mare anche quando il mare è così lontano che quelli del paese non lo avevano mai visto eppure perché, chiese donna Florinda, alcuni sono certi della propria ira quando s'arrabbiano e sono incerti del proprio amore quando s'innamorano?

Il giorno dopo la domanda di donna Florinda dos Blogges era passata nell'umor vitreo della memoria degli sguardi di tutti quelli del paese che avevano la maggiore età, cioè più di un anno, ed è per questo che entrava ad occhi aperti, viaggiava nell'umore trasparente come acqua di rocca mentre gli occhi erano chiusi durante il battito di ali delle palpebre, ed usciva arricchita di responsabilità per tornare a Felipe dos Passos Nuevos, per attraverso le iridi portare il polline dell'esperienza condivisa alla serena accoglienza del camminatore leggero forse un poco levitante che aveva risolto il doloroso problema dei geloni invernali e quella soluzione era diventata forma, leggerezza, qualità d'uomo sicché donna Florinda aveva sentito, amato, e chiesto.

Accade, rispose Felipe, che alcune donne diventano prima pazze e poi madri e partoriscono figli ai quali insegnano dolori e che l'amore partorisce dolori e quando questi figli crescono non sentono più nascite d'amori ma ferite pungenti di ghiaccio sotto le piante dei piedi là dove nasce il suolo e nell'andare perdono la grazia decisiva dei loro destini. Così disse Felipe e donna Florinda respirava le parole con i suoi seni e guardava con lieve sorriso di involontaria superiorità Felipe mentre lui diceva parole che lei sentendo già sapeva da prima, da prima, da prima e con le labbra appena dischiuse intanto sussurrava ancora, ancora, ancora, accade, continuò ancora Felipe dos Passos Nuevos, che i geloni dell'inverno traditore pieghino l'arco che sostiene la testa del bambino e alcuni non potranno mai vedere l'orizzonte tra terra e cielo, poi, da grandi, è per questo che saranno sicuri della propria ira, donna Florinda, perché non potranno mai vedere occhi come i tuoi.

Il 29 giugno donna Florinda dos Blogges aveva raggiunto l'apice della comprensione dell'incompletezza grandiosa della visione di Felipe dos Passos Nuevos riguardo la genesi dell'incertezza che hanno alcuni del proprio amore quando si innamorano e della paragonabile certezza della propria ira quando si arrabbiano, e dalla incompletezza della risposta riceveva completamento apicale come l'onda del mare che prima ancora e poi va nelle dita della mano alzata a carezzare il cielo e lo slancio e la gravità d'ogni accadimento portano prima l'acqua profonda verso l'alto e ancora e poi alla terra fino al suolo sotto le piante dei piedi di donna Florinda che sentiva il fremito dell'onda del mare e sapeva cos'era anche se il mare non lo aveva mai visto e capì il segreto del passo leggero di cura e prima che l'onda finisse il suo viaggio s'accostò a Felipe e gli carezzò il viso con la punta delle dita delle mani e poi lo baciò leggermente sulle labbra alzandosi sulla punta dei piedi e dalla punta delle dita delle mani alla punta delle dita dei piedi c'era la risposta completa ad ogni domanda dell'uomo che aveva risposto incompletamente, seppur grandiosamente, alla domanda della donna.

Quando Felipe dos Passos Nuevos riaprì gli occhi che aveva chiuso nel bacio di donna Florinda dos Blogges era la fine del mese di giugno e vedeva solo l'orizzonte degli occhi di donna Florinda e nei suoi occhi vedeva i suoi occhi e lì di nuovo gli occhi di lei e negli occhi di lei i suoi occhi e nei suoi occhi gli occhi di lei e negli occhi di lei c'era una bambina che lo salutava con una mano alzata e un lieve sorriso di involontaria superiorità e Felipe ne fu rapito e chiese chi è quella bambina, è tua figlia rispose donna Florinda con la massima dolcezza di cui era capace che si trasformò in voce fonda di donna per cui ripeté senza verbo tua figlia, Felipe, tua figlia, e perché non me lo hai detto ho sempre desiderato una figlia chiese Felipe, e come potevo dirti una cosa che non sapevo rispose donna Florinda, e come potevi non sapere di una figlia, mia Florinda, perché è nata solo ora, Felipe, ora.

 Giacomo Sciommeri WebMaster - Immagine tratta da Tenda Mon di Romeo Sciommeri